RACCONTATO DA VOI: IL BURN OUT IN AMBITO SOCIOSANITARIO

Io faccio l’infermiera, non sono infermiera. Non voglio e non ho mai voluto che il lavoro diventasse la mia vita, qualunque esso fosse. Nemmeno questo, definito da tanti una missione.

Fin dall’inizio della mia carriera professionale, ho avvertito un senso di malessereInizialmente l’ho attribuito allo scarto tra teoria e pratica, alla difficoltà di far aderire lo studio alla realtà delle cose. Mi dicevo che avrei trovato l’equilibrio tra le due posizioni. A questo elemento, però, negli anni si sono aggiunti altri aspetti che risultavano incongruenti. Piano piano sono caduti miti, le convinzioni, le cose che credevo fossero e invece no. Ho iniziato a farmi tante di quelle domande che non sto nemmeno a elencarle.

Piano piano queste domande mi hanno spenta, non ho trovato risposta né confronto, né conforto e io ho perso la fiducia nell’utilità del mio lavoro. Passano vent’anni in cui cerco costantemente risposte, ma ne trovo poche. 

Poi decido di fare una pausa. Mi licenzio e per tre anni sono libera. Ma ritrovarmi e riconoscere come validi i miei valori è una sfida quotidiana.

Mi sono persa per strada…

 

Claudia Allavena

 

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