COME SCEGLIERE IL COACH IN 6 MOSSE

Vorresti rivolgerti a un coach ma non sai come scegliere? Ecco una breve guida per scegliere il professionista che fa per te!

Per prima cosa, hai bisogno di un coach? Se la risposta è sì, continua a leggere. se non ne sei certo, fai il test che ho proposto un pò di tempo fa. Partiamo dalle basi:

  1. Chiunque può dire di essere un coach, dunque la prima cosa da fare è verificare se quel coach è iscritto all’AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti) o all’ICF (International Coach Federation): questo ti consente di essere certo che quel professionista si è formato in modo adeguato, attraverso un corso di formazione riconosciuto. L’iscrizione a queste associazioni garantisce inoltre una formazione continua, quindi hai ottime possibilità che quel coach sia aggiornato.
  2. Diffida da interventi miracolosi: il coaching è un metodo che funziona, ma non è la soluzione a tutti i mali e a tutte le confusioni, di conseguenza non può garantire il raggiungimento di ogni tipo di obiettivo. Un buon coach è onesto e ciò lo puoi verificare sui suoi canali: se ti garantisce il successo, c’è qualcosa che non va. Io preferisco quelli che dicono che attraverso questo metodo si intraprende un percorso di crescita che può portare la persona a capire ciò che vuole e a realizzarlo.
  3. Scegli un coach in base al tipo di questione che ti arrovella il cervello. Ci sono tantissimi tipi di coaching che si differenziano anche in base al tipo di esperienza professionale pregressa o attuale del professionista in questione: ad esempio io ho sempre lavorato con le persone, nel sociale, per aiutarle a trovare soluzioni possibili in momenti di difficoltà di vario genere. Io sono una Life, Family and Social Coach quindi mi rivolgo a singoli, famiglie e a organizzazioni del sociale o aziende a conduzione famigliare; non potrei lavorare in una grande azienda perchè non conosco nulla del suo funzionamento. Certo, il coach è un professionista del metodo, però qualche competenza in più ce la deve avere: dunque diffidate da chi fa tutto.
  4. Un buon coach deve essere in grado di rendersi conto se il metodo del coaching non è quello che fa per la persona che ha di fronte: a volte è possibile individuare ciò già del primo incontro, altre volte la questione emerge dopo più incontri. Siccome il coaching è un metodo molto pratico, se dopo 4-5 i colloqui il professionista dovesse rendersi conto che non sta quagliando nulla, dovrebbe essere onesto (di nuovo!) e orientare il cliente verso un altro professionista. 
  5. Non avere paura di fare domande al vostro coach: se è un professionista vero nel primo incontro (che noi coach chiamiamo sessione zero) si sottoporrà a tutti i tuoi interrogativi, anzi ti incoraggerà a chiedere. Quello è il tuo momento per capire se vuoi intraprendere questo percorso: se accetti da lì in poi sarà il coach a farti le domande per aiutarti a essere più consapevole. 
  6. Un buon coach non ti impone degli esercizi, delle tecniche o degli allenamenti, ma ti lascia scegliere. Del resto il coaching serve proprio a questo: imparare a scegliere… che coach sarebbe se scegliesse al posto tuo?

 

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