RACCONTATO DA VOI: VITTIMA DI VIOLENZA?

Sono italiana ma vivo all’estero da poco più di un anno. Qui ho un lavoro e un piccolo appartamento in affitto. Da 4 mesi a questa parte sto frequentando questo ragazzo. Sono felice di questa relazione? Boh!

Lui è bello come il sole, con un fisico scolpito, un sorriso sensuale e degli occhi pieni di luce. Mi ha fatto subito una buona impressione perché, a parte l’apparenza fisica, mi è sembrato un ragazzo con solidi progetti: studiare, laurearsi, trovare un buon lavoro e sposare una ragazza che lo ami veramente.
Ci sono cascata come una pera cotta, praticamente.
Dopo un’estate di frequentazione e poche se non quasi inesistenti uscite insieme, il nostro rapporto è iniziato a cambiare. Siamo diventati più uniti, abbiamo cominciato a parlare di relazione, di fiducia nell’altro e rispetto reciproco. Abbiamo cominciato ad uscire insieme, a non frequentarci per il solo sesso, a tenerci compagnia a pranzo o a cena e a dormire insieme, quasi sempre a casa sua.
Credo che sia iniziato da qui il problema.
Dal momento che le cose tra me e lui si facevano più concrete, lui ha iniziato a elencarmi sistematicamente come per lui io dovrei essere per far sì che questa relazione possa durare, ossia: romantica, comportarmi come una prostituta solo a letto e essere sexy in ogni situazione, e poi ordinata sempre! La biancheria semplice e comoda non è accettata. I capelli in disordine nemmeno, inoltre devono essere del colore che per lui starebbe bene con la mia carnagione. Il trucco deve essere poco vistoso di giorno per non dare l’impressione di avere una faccia stanca,ma curata.
Un altro aspetto riguarda invece il mio lavoro e l’autostima che secondo lui non ho.
Io faccio un lavoro per il quale non devi avere particolari doti per essere assunta, ma è un lavoro che mi piace perché sono a contatto con molti miei coetanei italiani, in un’azienda solida all’interno della quale voglio anche crescere e cambiare posizione piano piano.
Per lui però non è così. Lui mi incolpa di avere un lavoro “inutile”, poco soddisfacente, con piccole prospettive di crescita. Mi incolpa di non aver studiato qualcosa di utile al mio futuro o di non essere stata in grado di sfruttare quello che ho studiato.
Lui mi dice sempre che devo avere più fiducia in me stessa, credere nelle mie capacità e magari provare a rimettermi a studiare per trovare un posto di lavoro migliore. Praticamente la sua copia esatta: una persona che mira ad una carriera di successo, con tanta sicurezza in se stessa.

Quello che mi fa paura è che da una parte gli do ragione perché è giusto lavorare su se stessi per acquisire più sicurezza e cercare di migliorarsi ogni giorno. Ma d’altro canto percepisco una sorta di rifiuto da parte sua di quello che sono io, delle mie debolezze e difetti. A lui non piace camminare al fianco di una persona con poca autostima, dice che chi ha più considerazione di se stesso  diventa più attraente.

Mi fa sentire inadeguata e ancora più insicura sapere che per lui io non sono abbastanza.
Lui è narcisista, io sono empatica ed emozionale.

Lui è fissato con il fisico, l’alimentazione, i soldi, le auto. Esprime pochi sentimenti ma la notte mi abbraccia a cucchiaio, mi regala pochi baci passionali e affettuosi. L’odio e l’amore si mescolano in continuazione tanto che a volte vorrei abbracciarlo e coccolarlo, altre lo prenderei volentieri a pugni in faccia per quanto sia testardo e per quanto voglia convincermi che io sia sbagliata.
Ho la sensazione che ogni cosa che faccio non vada bene ma so anche che se diventassi come lui mi vuole, se seguissi alla lettera tutti i suoi “consigli” non gli andrei comunque bene, non mi amerebbe in ogni caso. Sarebbe una continua lotta contro me stessa, una totale ricostruzione della mia persona, della mia identità, fino al punto in cui sarei costretta ad annullarmi completamente e a diventare succube di un uomo che riflette sulle sue donne tutte le sue incolmabili mancanze e le sue complicate insicurezze.

Ci sarebbero molte altre cose da raccontare su di lui, in particolare del suo passato turbolento di cui non mi ha mai voluto raccontare perché, stando a quello che dice, non si fida di me o almeno non ancora. E io invece? Io invece devo fare il contrario, devo accettare il fatto che mi abbia mentito inizialmente sulle sue origini. Devo accettare che mi dica che un giorno vorrà andare ad abitare in un’altra città, trovare una ragazza  da sposare e da cui avere dei figli; devo accettare il fatto che la sua ex sia sempre una presenza costante sul suo cellulare e che lei sia migliore di me solo perché si dedicava a lui 24 ore su 24 come una schiava personale.

Prego Dio che un giorno questa povera donna si svegli e capisca che si merita più di questo. Così come lo merito io. Io che credo che due persone per stare bene insieme debbano trovare un compromesso, accettarsi a vicenda, crescere insieme senza che uno prevalga sull’altra. Nessuno dovrebbe pretendere che la propria compagna cambi a tal punto da rappresentare l’immagine della donna perfetta che lui ha in testa. E se si cambia è solo per migliorare se stessi, non per trasformarsi in altro.

Sai Eleonora, avevo iniziato a scrivere questa mail con lo scopo di chiederti un aiuto, ma più scrivo, più rileggo e più mi sto aiutando da sola. A volte basta veramente mettere tutto nero su bianco per vedere le cose più chiaramente.

Tuttavia ho ancora bisogno di forza per lasciarlo, probabilmente non accadrà subito ma sento di possedere già una nuova consapevolezza di me stessa, di quello che valgo e di quello che voglio.

 

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