TI RACCONTO LA STORIA DI LORENZO

Nome Lorenzo
Anni 3 anni
Lavoro Bambino conteso
Segni particolari Uno sfogo sulla pelle e pianti improvvisi.
Cosa vuole Giocare
Stato d’animo

 

 

 

 

 

Incompreso

Lorenzo è un bambino che vive con la mamma, perchè suo papà vive in un’altra casa: non stanno più insieme da qualche anno. Da quando si sono separati ha visto i suoi genitori farsene di ogni colore tra denunce, dispetti, “mi prendo il bambino” come se fosse un pacco. Lorenzo ha vissuto dei periodi in cui non ha visto il papà perchè dice “la mamma non voleva”.

Sono due anni che Lorenzo si barcamena tra operatori di vario tipo: medici, neuropsichiatri infantili, assistenti sociali, educatori, logopedisti, etc.. Chissà che cosa pensa veramente di tutta questa folla di gente attorno a lui.

C’è qualcosa che non va da tempo ormai: Lorenzo si ammala spesso, a tempi più o meno regolari gli viene uno sfogo sulla pelle ma nessuno specialista è riuscito a capire cosa fosse. Lorenzo è un bambino che piange poco, ma quando piange fa dei pianti fortissimi e non sono capricci. 

L’ho sentito piangere perchè non voleva rimanere con il papà, perchè non voleva rimanere con la nonna, perchè aveva paura che la mamma non lo facesse andare a cena dal papà o per paura che il nonno si arrabbiasse per qualcosa. 

Oggi Lorenzo incontra il papà una volta a settimana ed è contento: gioca, scherza, ogni tanto ha queste crisi di pianto, a volte ha lo sfogo sulla pelle. Il rapporto tra loro due sembra buono: Lorenzo si diverte e il papà si prende cura di lui. 

Lorenzo vive con la mamma, ma nessuno vede come sta quando è con lei. A volte racconta degli aneddoti che potrebbero destare una lieve preoccupazione, per questo per alcuni dei professionisti in campo è necessario cercare di capire se lì Lorenzo sta bene. Non tutti i professionisti sono d’accordo. O meglio pensano che sarebbe bene andare a vedere cosa succede in quella casa, ma non hanno il mandato istituzionale: mentre per il papà c’era una sentenza del Tribunale che diceva che doveva essere seguito per un periodo negli incontri con il figlio, per la mamma non era previsto. 

Questa verifica non viene fatta e più si va avanti più la situazione si fa pesante: la mamma inizia a non portare Lorenzo agli incontri con il papà, quando lo porta inonda gli operatori con preoccupazioni su quello che può accadere, sembra che cerchi di impedire questi incontri.

Nessun operatore ha avuto il coraggio di parlare con questa donna e chiederle realmente cosa le stesse succedendo: perchè si dichiarava collaborativa e poi nei fatti non lo era? Perchè diceva una cosa poi faceva il suo contrario? 

E poi perchè Lorenzo aveva sfoghi sulla pelle sempre più frequenti? Perchè queste crisi di pianto erano sempre più dirompenti?

Queste domande hanno avuto risposta una domenica d’estate quando il papà, che stava iniziando a vedere il figlio senza gli operatori, è andato a prenderlo. Ha trovato la sua ex moglie barricata in casa che non voleva fargli vedere il figlio. Lorenzo strillava. Il papà ha provato a mediare, ma non ci è riuscito. Si è trovato costretto a chiamare le forze dell’ordine. 

La mamma è stata ricoverata, la bambina è stata collocata temporaneamente in comunità e il papà è tornato a casa da solo, distrutto. 

E se chi di dovere avesse messo il naso dentro quella casa? L’epilogo sarebbe stato così tragico? 

Ovviamente la risposta non ce l’ho.

Questo è il caso in cui l’operatore vede che la macchina su cui viaggia la persona (in questo caso un bambino) non sembra sicura, sbanda. La scelta dell’operatore è tra intervenire o non intervenire. Se interviene può farlo in diversi modi, esercitando un potere, ma anche un dovere nei confronti della persona. Se non interviene non esercita nulla e lascia che quella macchina si schianti. Questo è quello che è capitato al piccolo Lorenzo. 

“I sentimenti non sono il problema, e non lo è nemmeno la macchina. Problematici possono essere chi guida, i compagni di viaggio e la strada”

 

2 risposte a “TI RACCONTO LA STORIA DI LORENZO”

  1. Sono colpita, poiché in queste parole vedo diverse coppie di genitori conflittuali, tra passato e pesente e,temo, future.
    Concordo sul ruolo dell’operatore, ma putroppo mi vengono in mente situazioni segnalate e riconosciute dall’AA.GG, solo che il provvedimento emesso non aveva quella forza necessaria per interrompere una situaziome pregiudizievole.
    Meditiamo!

    1. La storia di Lorenzo è la storia di molti bambini contesi. Aldilà dei provvedimenti, credo che sia importante creare un clima di condivisione con le persone. Sono d’accordo Enrica: meditiamo quando svolgiamo degli interventi!

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